Quadro della Terapia

Costituzione gruppale

Tre bambini e due terapeuti (il direttore del gioco e l’ego ausiliare) fanno gruppo intorno ad una tavola rotonda, divisa in territori individualizzati il cui centro offre uno spazio d’acqua collettivo. Ogni territorio è limitato da barriere colorate che lo differenziano. Ogni bambino sceglie un posto, suo per tutto l’anno, e utilizza gli oggetti figurativi del colore del territorio a sua disposizione. Solo il direttore del gioco ha degli oggetti di colore bianco. Due altri terapeuti ( il direttore della seduta e l’osservatore) fanno cerchio attorno a questo gruppo, a distanza dalla tavola. Essi costituiscono un involucro contenente.

Estratto video: Il materiale

Regole di base

Una volta che i bambini hanno terminato la loro messa in scena con i propri oggetti, presentano al gruppo, a turno, la storia che hanno inventato per giocarla in seguito con tutti i partecipanti. Il direttore di seduta è garante delle regole: territori inviolabili, rispetto delle sequenze temporali. Le sedute durano tre quarti d’ora. Il tempo è ripartito in cinque sequenze: Il tempo collettivo dell’accoglienza, animato dal direttore di seduta – Il tempo personale della scelta degli oggetti e della concezione della messinscena – Il tempo personale  della presentazione della sceneggiatura – Il tempo collettivo della messa in gioco delle differenti  sceneggiature – Il tempo collettivo della chiusura : E’ il direttore della seduta che, dopo aver fermato il gioco, sostiene gli scambi e i commenti a proposito del gioco.

Estratto video: regole di base

Ciascuno presenta la sua storia

La narrazione delle storie può cominciare solo quando tutti i membri del gruppo hanno annunciato di aver finito la loro costruzione. Il primo ad essere pronto racconterà allora la propria storia. I terapeuti,avendo come funzione quella di sviluppare i legami tra i bambini a partire dalle loro storie, racconteranno la loro solo in seguito. Il terapeuta direttore del gioco racconterà la propria storia per ultimo perché questa si articoli al meglio  con quella dei bambini e costituisca , con quella dell’ego ausiliare, una rete rappresentativa gruppale.

Estratto video: ciascuno presenta la sua storia

Il gioco collettivo

Il gioco mira a sviluppare i legami tra i bambini e nel contempo rassicurarli. Per limitare le angosce d’intrusione e sostenere le identità, ciascuno viene rassicurato da un territorio personale protetto da barriere. Per rendere visita e giocare   le storie con gli altri bambini sul loro territorio, è necessario domandare il loro accordo. Le barriere sono allora dischiuse. Un cammino collettivo , la circonferenza del catino, può essere utilizzato per spostarsi da un territorio all’ altro. E’ il solo momento in cui i bambini sono autorizzati a spostarsi intorno alla tavola. Il direttore del gioco sostiene in particolar modo i legami gruppali in questa fase del gioco. Possiede qualche oggetto specifico che rappresenta funzioni supreme di legge, di protezione (poliziotto , soccorritore, giudice) e di contenimento ( ospedale, prigione, recinto per animali pericolosi). Egli può far intervenire questi oggetti nel corso del gioco.

Estratto video: Il gioco

Due film sono stati registrati a partire dalla registrazione delle sedutre settimanali di un gruppo di Scenodramma nel corso di un anno

Il primo film di una durata di 35 minuti, in coperazione con l’U.E.R Info-Com 5 università Rennes II) è stato selezionato al festival di Lorquin nel 2003. E’ stato concepito per esplicitare il setting  di questa terapia (Regole , funzionamento…)

Il secondo film di una durata di 1h08, struttrato in quattro capitoli, è stato concepito in modo didattico per permettere una riflessione a partire da vignette (que ce que c’est dans le contexte???: c’est des vignettes illustratives? Alors la traduction est bonne)   cliniche sui seguenti aspetti del lavoro gruppale  in  Scenodramma:

1 – L’ espressione pulsionale nel transfert: il suo lavoro per i terapeuti ( 2 vignette)

2 – L’ espressione delle angosce di separazione: un lavoro per contenerle, contribuzione alla loro elaborazione (4 vignette)

3 – L’ evoluzione delle capacità di metaforizzazione (5 vignette)

4 – L’ estetica nel processo psicoterapeutico (4 vignette)

Questi film sono stati prodotti in accordo con le famiglie nel quadro delle disposizioni legali che proteggono le persone e il loro diritto all’ immagine e alla confidenzialità. Possono essere presentati esclusivamente nei contratti di formazione e di giornate scientifiche, sotto la responsabilità della Sig.ra BARON-PRETER, creatrice dello Scenodramma, co-produttrice dei film e fino ad ora, sola terapeuta abilitata per assicurarne la formazione.